A partire da quest’anno alcuni allievi dell’Istruzione e Formazione Professionale di Treviglio (CNOS-FAP), seguiti e preparati dai formatori Stefania Morelati (Inglese) e Gianluca Alchieri (Capacità personali), hanno preso parte al programma dell’Unione Europea “Erasmus Plus” per l’Istruzione, la Formazione, la Gioventù e lo Sport (www.erasmusplus.it).

Il programma, destinato a apprendisti, studenti delle scuole professionali e a neo diplomati e qualificati, prevede, dopo una selezione iniziale, un periodo di formazione o esperienza lavorativa presso un’impresa o un istituto di formazione di un altro Paese partecipante al programma. I ragazzi coinvolti nel progetto sono inoltre e soprattutto tenuti a condividere tempi e spazi al di fuori dell’esperienza lavorativa: vivono insieme in un appartamento, condividono le spese e i lavori domestici, si organizzano insieme il tempo libero, partecipano a uscite organizzate dalla tutor di stage.

Attualmente sono stati coinvolti nel programma Samuele Molaschi, allievo di quarta, che ha già trascorso tre mesi di tirocinio a Berlino, Moustapha Ndiaye di terza e Alberto Cortellessa di seconda, che partiranno questa estate per la Lituania.

Riportiamo di seguito alcune righe di Samuele in merito all’esperienza:

Durante la prima parte di quest’anno formativo, un nostro formatore ci ha messo al corrente della possibilità di affrontare un’esperienza di stage all’estero tramite un programma chiamato “Erasmus Plus”: un progetto partito qualche anno fa, con lo scopo di far svolgere un tirocinio all’estero agli allievi della formazione professionale. All’inizio ero un po’ dubbioso se partecipare o meno, ma, dopo averci pensato e aver sentito la testimonianza positiva di un ragazzo proveniente da un altro istituto, mi sono convinto a partecipare. Una volta iscritto, mi è stato comunicato che avrei dovuto sostenere dei colloqui in lingua inglese con i promotori di questa iniziativa, che poi avrebbero giudicato la mia idoneità all’esperienza; la cosa al momento mi preoccupava un po’, ma i colloqui si sono rivelati meno ardui di quello che pensavo, anche perché due formatori mi hanno aiutato a prepararmi. Passate le selezioni, mi è stata comunicata la città nella quale avrei svolto le mie sei settimane di stage: Berlino. Alcuni giorni prima di partire è stata organizzata una giornata presso i Salesiani di Milano, nella quale ho conosciuto altri ragazzi che sarebbero partiti con me e coi quali avrei condiviso la mia esperienza; lì ci sono state fornite tutte le informazioni necessarie. Arrivati a Berlino siamo stati accolti dalla tutor che ci avrebbe seguito durante tutta l’esperienza, che ci ha accompagnato presso i nostri appartamenti. Il secondo giorno alcuni di noi sono stati accompagnati nelle loro aziende, mentre altri hanno dovuto aspettare ancora un giorno prima di cominciare lo stage. La convivenza con gli altri ragazzi è andata molto bene, anche perché il fatto di vivere sempre insieme ci ha permesso di abbattere molto più rapidamente il muro della timidezza e dell’imbarazzo. Così le sei settimane sono trascorse tra svago e lavoro e il fatto di essere lontani da casa ci ha permesso di instaurare un ottimo rapporto. Consiglio vivamente a tutti quelli che si vogliono mettere in gioco, di partecipare a questa iniziativa che, affrontata con lo spirito giusto, sarà sicuramente un’esperienza positiva, sia a livello professionale che personale.

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