Cosa significa essere genitori alla maniera di don Bosco, seguendo il celebre sistema preventivo da lui elaborato? Questa domanda è stata lo spunto che ha “dato il la” all’incontro, tenutosi nell’Auditorium del Centro Salesiano cittadino venerdì 26 gennaio, che ha visto la presenza di don Claudio Cacioli, già Ispettore e Direttore della Casa salesiana di Treviglio, e di un folto numero di genitori e non solo, visibilmente interessati all’argomento.

Come San Giovanni Bosco ha perfezionato il suo metodo partendo dalla propria esperienza” ha esordito don Cacioli “così anche papà e mamme dei nostri giorni, educando i propri figli, non possono mai tralasciare il loro vissuto e la loro quotidianità”. Il relatore ha quindi evidenziato che il sistema preventivo offre, oggi come a metà del diciannovesimo secolo, qualcosa da dire a chi è disposto a vivere la straordinaria esperienza della genitorialità. Non stupisce, alla luce di ciò, il fatto che per il più celebre Santo torinese sia stata fondamentale la figura della madre Margherita, della quale, non a caso, è in corso il processo di beatificazione. Del resto, come è scritto nelle Costituzioni Salesiane, “educare significa crescere insieme con i figli e per mezzo di loro”. Questa crescita è l’energia dell’educazione e la sua stessa essenza.

Inoltre, secondo don Claudio, occorre anche effettuare una pulizia del linguaggio. Il tema educativo non può essere un problema, come sovente invece viene definito, perché non si ha a che fare con un concetto o un’astrazione, ma con ragazzi e bambini in carne ed ossa. Per questo, uno degli elementi base per attuare nella corretta maniera il sistema preventivo è proprio la necessità della presenza genitoriale nel momento giusto, non semplicemente nell’istante disponibile. Può sembrare una precisazione da poco, un mero tecnicismo, eppure fa tutta la differenza del mondo. Da sempre bambini, adolescenti e giovani hanno urgente bisogno di una figura di riferimento, in special modo per quanto concerne la loro educazione. Questo compito deve essere una testimonianza d’amore, che spetta principalmente al padre e alla madre, prima che alla scuola o all’oratorio.

Bisogna anche saper entrare in sintonia con i figli, come ha sottolineato nel corso del suo intervento. Ciò non toglie che ci possano (anzi, è bene che ci siano) essere scontri generazionali, dovuti a differenza d’età e pensiero. Essi sono, peraltro, occasioni per scambiarsi opinioni e vedute, e anche (per ricollegarsi al punto precedentemente esposto) per crescere assieme.

Don Cacioli ha quindi concluso il proprio discorso, prima di lasciar spazio alle impressioni – tutte positive – trapelate dal pubblico, con alcuni concetti e frasi che don Bosco amava ripetere. Il fondatore della Congregazione salesiana, in un periodo in cui i ceffoni erano considerati un metodo educativo valido, sosteneva la necessità di “prendere alle buone i ragazzi”, perché l’educazione “è cosa del cuore”. Dunque, educare seguendo il sistema preventivo non solo è ancora valido, bensì consigliabile per poter continuare a crescere e imparare “da e insieme con” i propri figli.

Lorenzo

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