Renato Bruni, professore alla facoltà di biologia all’Università di Parma, il 27 novembre ha incontrato i ragazzi delle classi terze e quarte dei licei. L’incontro è stato pensato per presentare il mondo di un branca della scienza conosciuta come biomimetica, il modo in cui essa lavora e gli scopi che i suoi studi si propongono di raggiungere. Il professore definisce la sua materia come “ponte di comunicazione tra le scienze”, nel senso che essa studia le strutture, i meccanismi e gli espedienti presenti in natura, tentando di trarne ispirazione per concepire soluzioni ai problemi della società umana in qualsiasi ambito scientifico. Bruni tiene inoltre a sottolineare che il termine più adeguato per definire questa scienza sarebbe “Design bio-ispirato”, questo perché le esigenze umane sono incompatibili con quelle della natura e noi uomini possiamo solo ispirarci ai rimedi che essa escogita per adattarli alle nostre necessità. Gli studi, che nel mondo della biomimetica sono basati sulla ricerca applicata e lo sviluppo di brevetti, hanno come obiettivo il progresso nel suo senso più ampio e nei settori più disparati, preoccupandosi anche di tutelare l’ambiente restando in linea con i canoni dell’ecosostenibilità. Un esempio tra tutti che il professore ha presentato per aiutare a comprendere cosa sia la biomimetica è quello riguardante un progetto che si ispira alle piante di mangrovia. Queste piante contengono delle proteine chiamate “acquaporine”, le quali permettono di purificare l’acqua dividendola da qualsiasi altra molecola. Gli scienziati sono riusciti a riprodurre queste proteine per realizzare dei filtri che rendano possibile il riutilizzo dell’acqua presente in qualsiasi tipo di liquido con il minimo dispendio di energia. Uno degli ambienti di sperimentazione è stata la Stazione Spaziale Internazionale, dove questi filtri sono stati utilizzati per il riciclo delle scorte di acqua. Durante la conferenza il professore ha sottolineato che l’esito degli studi dipende dall’utilizzo, positivo o negativo, che l’uomo fa delle proprie scoperte, mettendo in luce che non è ancora possibile raggiungere una soluzione assoluta e ultima ai problemi che ci circondano, e che tutto dipende dall’utilizzo che l’uomo fa delle proprie risorse. A seguito di ulteriori esempi riguardanti i principali studi della biomimetica, Bruni ci ha poi lasciato una provocazione come spunto di riflessione personale; ha chiesto ai presenti se, secondo loro, la biomimetica possa essere veramente un punto di partenza per il progresso umano o se questa sia solamente un freno e una limitazione nel tentativo di raggiungerlo. Il suo intento è stato quello di aprire gli orizzonti degli studenti, spingendoli e motivandoli verso nuove ricerche e scoperte in linea con le esigenze della società e della natura che ci circonda.

Luca Bosoni 3° Scientifico Applicate

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