Da alcuni anni le classi del Triennio rileggono i classici in veste teatralizzata con il Prof. Riccardo Moratti, docente di italiano al Liceo Scientifico. In attesa di presentare questa e altre iniziative al prossimo Open Day del 18 novembre, è il Prof. Moratti stesso a spiegare il senso del suo lavoro.

Divina Commedia, Promessi Sposi, Orlando Furioso… Tutti troviamo questi capolavori sulla nostra strada prima o poi. In genere l’incontro avviene sui banchi di scuola, tra un libro di inglese e una verifica di matematica; il più delle volte, però, il fascino dei classici ci conquista lontano dalla scuola, magari anni dopo, magari subito, ma nel segreto della nostra stanza. Ed è solo in questi momenti che riusciamo ad attingere veramente alla ricchezza e alla bellezza di opere che riescono a dare un senso alle domande e alle aspirazioni degli uomini di ogni tempo, vincendo il logorio dei secoli. Il fatto è che ci innamoriamo di un romanzo o di un poema proprio come ci innamoriamo di una persona. Ci capita un giorno di incontrarla, in un momento in cui l’atmosfera è particolare, e in un istante siamo raggiunti da quel particolare (un gesto, un’espressione, una parola) che ci apre la mente e il cuore. E non è questione di studio, di conoscenza; la conoscenza arriverà dopo. All’inizio bastano un amico (Galeotto?) che ci presenti in poche parole e un sorriso in cui specchiarci. Il Progetto Letterevive nasce dal desiderio di offrire occasioni per (ri)scoprire i grandi capolavori della letteratura, sfruttando le peculiarità del linguaggio teatrale per suscitare quello stupore che è premessa indispensabile a ogni percorso di conoscenza. Le letture si presentano nella forma di monologo, con il supporto di proiezioni, luci e musiche di sottofondo. Pur rimanendo legato al tono colloquiale e diretto di una lezione, il modello, che punta al coinvolgimento emotivo e a un tono a tratti anche brillante e leggero, si ispira in parte a esperienze teatrali più o meno recenti, da “Totem” di Gabriele Vacis e Alessandro Baricco, al teatro di narrazione di Marco Paolini, ai monologhi di Lucilla Giagnoni. Al centro di tutto, il gusto del raccontare; raccontare storie, raccontare vite, alternando il semplice dialogo a momenti in cui luci, musica e parole si fondono, creando suggestioni e suscitando emozioni. Senza il bisogno di raccontare tutto, ma scegliendo quelle pagine e quei personaggi dai quali possa filtrare il fascino dell’opera; personaggi in cui sia possibile anche ritrovare e riconoscere la nostra vita. E il gioco è fatto: i classici riprendono a parlare con una forza travolgente, e non smettono mai di stupire. Del resto, come diceva Italo Calvino, i classici “non smettono mai di dire quello che hanno da dire”, e quindi non smettono mai di farsi ascoltare. Così il Progetto Letterevive, nato fra i banchi di scuola come un esperimento alla fine del 2013, nel corso degli anni ha trovato nelle scuole e poi nei teatri un pubblico sempre più attento e coinvolto, ed è arrivato a festeggiare, lo scorso 15 ottobre, la centesima replica. Un risultato insperato, che però è anche un punto di partenza: ci sono ancora tanti classici da rileggere e da far rivivere, con l’auspicio di trovare sempre occhi pronti a farsi stupire e cuori disposti a mettersi in viaggio.

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