Ecco l’articolo, pubblicato sabato 23 dicembre dalla Gazzetta dell’Adda, nel quale Elena Brusamolino, studentessa di 4° Scientifico B, racconta la sua esperienza nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro.

A contatto con un’eccellenza in campo sanitario. Ha avuto una grande opportunità la studentessa del Liceo scientifico dei Salesiani a Treviglio, Elena Brusamolino che, per una settimana, ha potuto vedere all’opera i luminari del reparto di Anatomopatologia dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. <<L’alternanza scuola-lavoro è obbligatoria dalla terza alla quinta e ho accettato subito la possibilità di andare al Papa Giovanni XXIII di Bergamo – ha spiegato – Sono sempre stata interessata al settore sanitario ma non avevo mai avuto l’occasione di vedere da vicino come funziona>>. Elena ha lavorato nel reparto di Anatomopatologia diretto dal dottor Andrea Gianatti per una settimana.

<<Molti degli aspetti affrontati durante le ore di alternanza scuola-lavoro erano al di sopra delle mie conoscenze – ha commentato Elena- Ma ciò è stato uno stimolo per approfondire poi, sia autonomamente che con la guida dei docenti, ciò che mi aveva particolarmente affascinato. Nei primi giorni i tutor mi hanno innanzitutto mostrato gli ambiti di lavoro di un reparto ospedaliero. Il percorso è stato proficuo anche grazie alla disponibilità e alla professionalità dei medici che mi hanno affiancato. Il dottor Gianatti è stato molto paziente e gentile con noi che non conoscevamo la materia e come muoverci in un ospedale. Così mi è stato presentato il processo di preparazione di un vetrino per microscopia ottica, che risulta di essenziale importanza nel reparto di anatomia patologica. Il pezzo operatorio arriva in laboratorio entro le 48 ore dal prelievo, per poi essere inviato al reparto di anatomia patologica; esso deve essere conservato nel modo più appropriato per permettere l’esecuzione del processo di preparazione istopatologica>>.

La studentessa pozzese ha quindi avuto modo di lavorare al microscopio e distinguere e studiare i diversi tessuti del nostro orgasnismo. <<Ho appreso che i tessuti rivestono notevole importanza anche nella medicina dei trapianti: per questo motivo sono state istituite delle banche specifiche, una delle quali si trova presso l’ospedale di Bergamo, così che ho avuto modo di visitarla. Le banche dei tessuti sono strutture sanitarie pubbliche con il compito di conservare e distribuire i tessuti da trapiantare in seguito a specifici procedimenti di conservazione in base al tipo tissutale.

Nel corso della sua esperienza nei laboratori per seguire il percorso che segue ogni provetta, Elena ha avuto anche modo di comprendere che in un grosso ospedale vengono eseguite migliaia di analisi ogni giorno.

<<Molto interessante è stato l’excursus storico, che ci ha proposto un professore universitario, riguardo alcune delle più importanti epidemie della storia che hanno condizionato lo sviluppo umano – ha aggiunto- La storia e l’evoluzione del genere umano, infatti, sono strettamente connesse con la storia delle malattie infettive che, soprattutto in passato, sono state davvero tantissime. Alcune di queste, però, sono state nettamente peggiori di altre, tanto da aver portato alla morte di decine di milioni di uomini con conseguenze a livello globale. Attraverso tale intervento, ho potuto comprendere come la maggior parte delle malattie, che hanno decimato la popolazione nel corso dei secoli, purtroppo sono ancora diffuse in alcune zone e hanno come concausa la mancanza di igiene, la scarsità di acqua, l’arretratezza dei sistemi sanitari e le scarse possibilità alimentari: ciò mi ha fatto riflettere sulle difficili condizioni di vita che sussistono in alcune parti del mondo.

L’attività di alternanza scuola lavoro è stata ben organizzata ed è risultata attinente al mio piano di studi; inoltre, è stata molto utile e positiva, perché mi ha permesso di conoscere per la prima volta da vicino un ambiente lavorativo e di interfacciarmi, di conseguenza, con professionisti del settore esterni alla scuola>>.

Nonostante l’interesse dimostrato per la materia sanitaria, l’esperienza dell’alternanza scuola-lavoro non ha convinto Elena a dedicarsi in futuro a questo settore professionale.

<<L’anno prossimo vorrei provare un settore diverso – ha spiegato la studentessa – Magari nel campo dell’arte o dell’architettura>>.

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