Nei giorni 11 e 12 aprile le classi quarte liceo si sono recate, a turno, sul lago d’Orta per vivere una giornata di ritiro, prima nella casa delle Figlie di Maria Ausiliatrice a Pella, poi presso l’abbazia benedettina Mater Ecclesiae sull’isola di san Giulio. Partiti di buon’ora, durante il soggiorno nella comunità salesiana abbiamo visto e riflettuto sul film “Calvario”, che tratta, con concretezza e senza edulcorazioni, il tema del male e, allo stesso tempo, del sacrificio. Ci è stata proposta infatti, attraverso la vicenda di un prete in una piccola cittadina d’Irlanda, una rilettura più profonda di Cristo in qualità di vittima perfetta. In circa cento minuti abbiamo esplorato le vite di diversi personaggi, tutti membri della stessa parrocchia, portatori di varie croci. Alcuni di questi non sono stati in grado di rispondere nel modo corretto alle difficoltà e al male subito e se ne sono lasciati sopraffare; altri non hanno trovato un senso nel mondo o un buon motivo per vivere bene; molti non hanno idea di che cosa significhi vivere giustamente; nessuno è l’unico responsabile della propria infelicità, ma tutti lo sono almeno in parte. Insomma sono tutti vittime e complici del male, tranne una misteriosa donna dalla fede inscalfibile… Eppure, anche in questo mondo apparentemente disperato, c’è posto per la grazia e la speranza: ce lo dimostra il sacrificio di un parroco che decide liberamente di dare la vita, non volendo che alcuna delle sue pecorelle si perda, neppure quella che ha deciso di ucciderlo proprio perché è innocente. A conclusione della mattinata, sono seguiti un brevissimo momento di riflessione e la santa Messa (incontro con l’Agnello senza macchia) ed infine il pranzo. Nel pomeriggio siamo stati traghettati sul lago fino all’isola, che, di modeste dimensioni ma fieramente dominata dall’abitato e circondata dallo specchio d’acqua, offre uno spettacolo pittoresco. Dopo aver avuto il tempo di esplorarne i vicoli personalmente, siamo stati accolti nell’abbazia per partecipare alla preghiera dell’ora nona, con il celestiale canto delle monache. Avere la possibilità di visitare un monastero di clausura e conoscere in prima persona il ritmo che ne scandisce la giornata non è certo un’esperienza comune, perciò questa preziosa occasione è da cogliere con particolare partecipazione e consapevolezza. Al termine della preghiera, in una stanza a parte, una consacrata ci ha offerto la sua testimonianza circa la vita monastica, rispondendo a tutte le nostre domande e dimostrando che, sebbene agli occhi del mondo di oggi la sua scelta possa apparire incomprensibile o insensata, la comunità benedettina non è composta di sconclusionate, ma di donne serene, assennate, gioiose e veramente libere. Dopo esserci congedati ed essere stati traghettati nuovamente sulla sponda del lago, abbiamo avuto tempo libero nel borgo di Orta, per visitarlo e goderci l’incantevole vista del lago, con un gelato o un ghiacciolo. Con il declinare del giorno siamo infine ripartiti per Treviglio.

Chiara 

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