Tempo di uscita scolastica per la terza classico, che giovedì 19 aprile, accompagnata dagli insegnanti Lodovico Zana e Marina Doneda, si è recata in gita a Brescia per ammirare le bellezze che offre questa città, così vicina a noi come territorio ma in realtà conosciuta per le sue opere d’arte da non molti. In primis, abbiamo visitato una mostra dedicata a Tiziano Vecellio, artista veneto vissuto a cavallo tra il quindicesimo e il sedicesimo secolo. L’esposizione, ben curata, ci ha dato la possibilità di confrontare le opere del già citato Tiziano con quelle del suo maestro Giovanni Bellini e di Romanino, Savoldo e Moretto, suoi contemporanei e principali pittori bresciani di quel periodo. Successivamente, il professor Zana ci ha guidato alla scoperta delle rovine risalenti all’epoca romana, tra cui spicca il Capitolium, eretto sul finire del primo secolo, su ordine dell’imperatore Vespasiano, in sostituzione di un edificio risalente all’epoca di Silla. Dopo aver osservato la costruzione, originariamente un tempio dedicato, come suggerisce il nome, alla Triade Capitolina formata da Giove, Giunone e Minerva, e aver scattato la tradizionale foto di rito, è giunto il momento del pranzo per saziare, una volta nutrita la mente, pure il corpo. Terminato il tempo libero, il pomeriggio è iniziato con la visita allo splendido Monastero di Santa Giulia, fondato nell’ottavo secolo per volere di Desiderio, ultimo sovrano dei Longobardi. Il monastero, da tempo trasformato in museo, contiene preziose opere risalenti all’Alto Medioevo, che testimoniano l’importante impronta lasciata dai Longobardi sulla “Leonessa d’Italia”, ma anche al Rinascimento, come gli affreschi del Coro delle Monache, realizzati da Floriano Ferramola e Paolo da Caylina, detto “il giovane”, nipote di Vincenzo Foppa. Nonostante ciò, le vere perle del museo sono il pavimento di due Domus, dette “di Dioniso” e “delle fontane”, costruite nei primi secoli dopo Cristo e dichiarate nel 2011 “Patrimonio dell’Umanità”, nonché la famosissima “vittoria Alata”, ben più antica rispetto alla “Nike di Samotracia” che si trova al Louvre di Parigi. Purtroppo,dato che sono in corso esami per accertare la datazione precisa, le ali e le braccia della statua non son visibili. Infine, dopo un obbligatorio salto in Piazza della Loggia, la gita si è conclusa proprio com’era cominciata, ossia con un quadro di Tiziano, il Polittico Averoldi, conservato nella Collegiata dei Santi Nazaro e Celso, chiesa di stile neoclassico. Stremati ma soddisfatti, tutti siamo ritornati a casa felici e consapevoli di aver assaporato le bellezze e le ricchezze di una città che non ha niente da invidiare a molte capitali artistiche europee.

Lorenzo

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