Mercoledì 6 dicembre. 6 ragazzi e 3 accompagnatori si sono riuniti nelle gelide terre di Bolgare. No; non è l’inizio di un nuovo libro de ”Il signore degli anelli”, ma solo un articolo scolastico. Come avevo già detto in precedenza, mercoledì 6 dicembre ci siamo presentati a Bolgare, un paesino nella bassa Bergamasca; come mai proprio lì? La motivazione è delle più semplici: dopo una settimana dalle qualificazioni scolastiche, noi 8 ragazzi “coraggiosi” siamo andati a giocarci un’occasione alle fasi provinciali della corsa campestre. Il tempo ci ha aiutato moltissimo. Per nostra fortuna, infatti, l’aria non era troppo gelida e la corsa non sarebbe stata un grosso problema. La giornata non poteva iniziare nel modo migliore, anche se, poi, due dei nostri compagni ci hanno dovuto abbandonare prima del dovuto per motivi fisici. Arrivati al “campo di battaglia” ci siamo subito presentati e divisi nelle varie categorie. Tre di noi hanno corso per gli “allievi maschili”, mentre gli altri tre hanno corso per gli “juniores maschili”. 2,5 km per i primi, 3 km per i secondi. Oltre a queste due categorie hanno partecipato alla gara anche altre tre classi: allievi e juniores femminili e la categoria per ragazzi disabili, tutti accompagnati dai loro educatori. Alla partenza eravamo tutti pronti e carichi in batteria, sicuri di poter dire la nostra anche in una competizione provinciale che riuniva quasi tutte le scuole della Bergamasca. Da Bergamo centro fino ai piccoli paesini della provincia, molte scuole hanno selezionato diversi studenti, permettendo loro di provare un’emozione particolare. Ci siamo trovati a confrontarci con altre centinaia di persone più grandi e più piccole di noi che “combattevano” per lo stesso obiettivo: godersi la giornata il più a lungo possibile. Ovviamente la corsa è stata dura, non tanto per i 2,5/3 km, ma soprattutto per le continue salite e discese che hanno spezzato il fiato fin dai primi metri. Tra giri di pista, scherzi, risate, prese in giro, chiacchiere in compagnia, la mattina ci è sfuggita dalle mani e poco a poco ci siamo ritrovati a dover ritornare sul pulmino della scuola con la stanchezza addosso, ma con il sorriso di chi aveva fatto qualcosa di bello. Sfortunatamente non siamo riusciti a qualificarci per la competizione regionale; però possiamo dire di averci provato. Anche in questo caso lo sport, e la competizione, oltre ad averci fatto “saltare scuola”, ci ha fatto passare una mattinata all’insegna del rispetto verso gli altri e della gioia che ripaga la fatica di un impegno. È sicuramente stata un’esperienza molto positiva dal punto di vista umano, poiché ci ha fatto conoscere molte persone nuove e ci ha fatto incontrare un’altra realtà dello sport. Una realtà molto più piccola e più intima, che sicuramente non è quella dei grandi campioni del calcio o del basket Nba. Una realtà sportiva più ridotta, ma viva allo stesso modo, dove la sana competizione fa da padrone. E noi che abbiamo corso questa gara speriamo vivamente di partecipare ad altre competizioni del genere, non tanto per “saltare scuola”, ma per riprovare emozioni che soltanto durante una competizione sportiva si possono sperimentare. La fatica sta sempre dietro a un grande capolavoro e sicuramente la nostra fatica è stata ripagata dai nostri compagni quando, entrando in classe, ci hanno chiesto come fosse andata. Ovviamente abbiamo risposto negativamente, ma nessun problema. Lo sport dà, lo sport toglie e sicuramente a noi, quel giorno, ha dato molto.

Matteo

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