Lunedì 29 gennaio le classi Quarte degli indirizzi Scientifico e Scienze Applicate hanno avuto l’opportunità di visitare lo stabilimento della Ducati a Bologna. La visita è iniziata al museo, dove la guida ha illustrato come questa azienda sia stata fondata, nel secolo scorso, per la ricerca e la produzione di tecnologie finalizzate alla realizzazione di strumenti come apparecchiature radiofoniche, antenne radio, sistemi di comunicazione interfonica, proiettori cinematografici, addizionatrici e rasoi elettrici. Successivamente, a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale, fu imposta la conversione della produzione da civile a bellica e l’industria fu colpita dai bombardamenti. Bisognerà aspettare il secondo dopoguerra per assistere alla rinascita dell’azienda e alla conseguente scissione in Ducati Meccanica, che si specializzò nella realizzazione di motoveicoli, e Ducati Elettrotecnica, che invece proseguì la strada inizialmente battuta dalla famiglia Ducati. Il museo ospita le moto più famose che hanno portato alla vittoria di importanti premi, alcuni dei trofei vinti e l’evoluzione della tecnologia utilizzata per produrre le tute. Sono presenti inoltre i modelli che hanno fatto la storia di questa azienda, come il Cucciolo, motore monocilindrico da applicare come propulsore ausiliario ad una normale bicicletta, lo Scrambler, uno dei modelli di maggior successo della casa, fino ad arrivare ai modelli più recenti. La peculiarità è il motore desmodromico, che consiste nel controllo della valvola sia durante la fase di apertura che in quella di chiusura e comporta notevoli vantaggi, tra cui regimi di rotazione più elevati, ridotti consumi e un movimento delle valvole più rapido. In seguito abbiamo visitato lo stabilimento che ci ha permesso di vedere come si collauda un qualsiasi modello di Ducati: infatti in questa fabbrica vengono portati i componenti del modello dai fornitori esterni e qui subiscono un accurato controllo di qualità. Il processo inizia con l’assemblaggio del motore e ogni singolo operaio si occupa di un’unica fase del processo produttivo. E’ molto importante che venga compilata una “carta di identità del prodotto” in modo da risalire più facilmente alla causa del possibile errore di collaudo. Per quanto riguarda i numeri, vengono prodotte 180 moto al giorno in bassa stagione, mentre in alta si arriva addirittura a 300 moto. Infine abbiamo anche avuto la possibilità di assistere concretamente ad una serie di divertenti esperimenti, nel laboratorio “la fisica in moto”, che ci hanno permesso di comprendere, in modo semplice e immediato, alcuni principi fisici come la quantità di moto, l’inerzia o il movimento angolare. Ad esempio, per spiegare che il peso è una forza che agisce verticalmente e non orizzontalmente, ci hanno mostrato che, se si trascinano su delle rotelle o su piano rotatorio due cubi di uguali dimensioni, ma di diverso materiale, si percepisce la differenza di peso solo nel momento in cui si sollevano; basti pensare, infatti, che è meno faticoso trasportare la spesa nel carrello, piuttosto che nei sacchetti. Al termine della giornata, il giudizio di tutti i partecipanti è stato uno solo: un’esperienza da rifare assolutamente!!

Ilaria

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