In occasione della Festa di Don Bosco abbiamo avuto l’onore di incontrare i volontari della Croce Rossa Italiana e la possibilità di ricevere consigli e chiarimenti riguardo la loro attività. Tre eroi in grandi tute rosse sono entrati nell’aula con un enorme sorriso contagioso, contrastando la fitta nebbia che si intravedeva dalla finestra. L’attenzione dei presenti è stata subito catturata, merito anche dell’allegria e della simpatia del volontario più anziano, che ha esordito raccontando la propria situazione, sottolineando con ironia di essere quello con più anni di esperienza e non di età. Ha quindi raccontato la loro storia, quella che vede protagonisti i volontari della Croce Rossa, il cui precursore fu Ferdinando Palasciano, che nella battaglia di San Martino si prestò per la salvezza dei feriti del proprio esercito e di quello nemico. Le parole di Palasciano, infatti, colpiscono subito tutti i ragazzi: “Il mio dovere di medico è più importante del mio dovere di soldato”. Dall’ambito bellico, la Croce Rossa divenne un servizio per la quotidianità, fondata dallo svizzero Dunant; non a caso il simbolo ufficiale riprende i colori e lo stemma della bandiera svizzera. Oggi colpiscono i numeri degli enti che vi fanno parte: sono infatti 190 gli Stati aderenti alla Croce Rossa Internazionale. La sede di Treviglio lo scorso 2015 ha festeggiato i suoi 100 anni di servizio per la comunità. Le attività proposte sono molteplici e spaziano dalla protezione civile alle manifestazioni sportive come corpo di sicurezza. Largo spazio viene riservato anche all’area giovanile, che si propone di coinvolgere le scuole e i ragazzi più giovani alla scoperta di questa nuova realtà, spesso sottovalutata e talvolta dimenticata. L’incontro con i volontari è stato coinvolgente, merito anche del permesso ricevuto di osservare da vicino le numerose apparecchiature presenti nell’ambulanza e l’inattesa proposta di praticare il massaggio cardiaco e la rianimazione tramite defibrillatore su un manichino. Le tute rosse sono simbolo di sacrificio, duro lavoro e grande forza di volontà; un ringraziamento speciale spetta a questi eroi che mettono in gioco quotidianamente la propria vita per salvare quella altrui.

Chiara e Jana

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