Come ogni anno alla festa di Don Bosco abbiamo avuto la possibilità di poter assistere a diversi laboratori formativi presentati da personaggi famosi e non, ma comunque specializzati sull’argomento presentato a noi ragazzi. Così ho avuto l’onore di conoscere l’allenatore, nonché ex presidente del CSI Nazionale, Massimo Achini. L’argomento riguardava la squadra calcistica formata dai ragazzi del carcere minorile Beccaria ma, come introduzione, il signor Achini ha voluto illustrare agli studenti il significato dello sport, della squadra e dell’impegno individuale dei giocatori nella società. Il relatore ha iniziato spiegando che lo sport è nato non solo per educare e migliorare le proprie doti fisiche e agonistiche, ma soprattutto per sviluppare i valori morali e il carattere; questi principi – ha sottolineato – sono alla base dei campionati italiani CSI, perché per essere dei “veri campioni” non basta solamente saper vincere! Il motivo per il quale Massimo Achini è venuto da noi è stato proprio quello di poter parlare a noi ragazzi e “convocarci” alla partita della vita, cioè spendere la vita per migliorare il nostro mondo, dove ognuno possa sentirsi bene non solo con se stesso, ma anche con gli altri e con l’ambiente circostante.

E’ seguita poi la proiezione di un video girato ad Haiti, nel quale si vedono ragazzi e ragazze volontari che hanno preso alla lettera la richiesta di Papa Francesco: portare lo sport, in questo caso il calcio, negli angoli più remoti e sfortunati della Terra. Grazie al loro impegno, ad un pallone e un campo privo di erba riescono a insegnare a bambini e ragazzi il senso e la bellezza che trasmette lo sport. Achini ha sottolineato, con una punta di indignazione, che Haiti, repubblica del Centro America situata nel Mar dei Caraibi, dista solo un’ora di volo da Miami, ma ci sono tante differenze in così poco spazio perché la nostra è un’umanità dove la “palla” la teniamo solo per noi e, dinanzi ai problemi, cerchiamo di scaricarli su qualcun altro, non pensiamo e non “giochiamo di squadra”. Dopo questa importante riflessione, è stato proiettato un secondo video, intitolato: “La Grandezza può migliorare questo mondo”. Ha illustrato una reazione a catena, dove a partire da un semplice gesto di cortesia, come ad esempio una donna che raccoglie un pezzo di carta caduto dallo zaino di un ragazzo, ogni persona si è sentita in dovere di aiutare il prossimo.

Da ultimo e, non per importanza, il discorso si è concentrato sui ragazzi del carcere Beccaria. Si tratta di ragazzi che hanno avuto una vita difficile, sregolata, ma soprattutto priva di persone che abbiano pensato al loro bene. La risposta ai loro bisogni è il calcio. Undici giocatori della stessa squadra contro altrettanti: con delle regole precise e ferree (impegno), con un complesso lavoro di squadra maturato sul campo (lo stare bene insieme), sudato negli allenamenti (fatica), vissuto in compagnia nella vita quotidiana (condivisione) si arriva a buttare un pallone nella rete avversaria per la vittoria (obiettivo). Achini, sin dal primo giorno del suo lavoro da coach al Beccaria, ha manifestato la volontà di allenare seriamente questi ragazzi, anche se taluni difronte alla proposta di diventare giocatori hanno risposto “no”, perché alle spalle avevano una vita “difficile” e il solo pensiero di dover faticare duramente negli allenamenti era “fuori discorso” per loro.

Tuttavia, Achini ha aggiunto che un vero giocatore nasce e migliora quando sa affrontare la propria vita e la partita mettendoci tutto se stesso, rialzandosi da una sconfitta e riprovandoci con tenacia, perché gli sforzi degli allenamenti pagano sempre. Un esempio è l’ex velocista britannico Derek Redmond, dato per favorito nel 1992 alle olimpiadi dei 400 mt piani, che durante la gara a causa di uno strappo lancinante alla gamba si accasciò sulla pista, rendendo vano il duro lavoro di anni e anni. Redmond nonostante il dolore e l’umiliazione si rialzò, non arrivò primo o secondo o terzo, ma arrivò e ricevette una medaglia d’oro dal comitato olimpico per l’impegno. Questo fa lo sport: unisce, fa crescere e premia le persone che ci mettono corpo, testa e cuore!!

Sanjaya

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