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Gli alunni della scuola Secondaria di I Grado dei Salesiani di Treviglio protagonisti a Didacta Italia

La giornata del 20 marzo si è rivelata particolarmente ricca di emozioni per alcuni allievi della Scuola Secondaria di Primo Grado del Centro Salesiano don Bosco di Treviglio. Martina, Matteo ed Andrea, studenti di seconda media, infatti, sono diventati “insegnanti per un giorno” a Didacta, la fiera dell’innovazione didattica, che si tiene annualmente a Firenze, presso la Fortezza da Basso.

Si è trattato di un’esperienza unica, in quanto da sempre la Fiera accoglie solo espositori adulti. I docenti hanno raccolto la sfida di offrire agli studenti la possibilità di mettersi in gioco in prima persona e, sostenuti dal sano protagonismo giovanile tanto caro a San Giovanni Bosco, i tre allievi si sono spesi con impegno per far conoscere i lavori realizzati nel corso dell’anno insieme ai propri compagni.

“Tutti abbiamo uno scheletro…nell’iPad”, un prodotto interattivo sul sistema scheletrico e “Turisti si cresce”, un libro digitale corredato di testi, foto e podcast realizzati dagli studenti, sono solo due dei progetti a cui le classi seconde si sono dedicate in questi mesi. Il contesto è la didattica con il digitale, avviata nella nostra Scuola, frutto del lavoro quotidiano di insegnanti e studenti; supportati dall’integrazione della tecnologia digitale nelle ore di didattica, gli allievi hanno l’occasione di sviluppare competenze trasversali di collaborazione, risoluzione dei problemi e gestione dell’imprevisto; consolidano, inoltre, un metodo di studio, sperimentano l’analisi critica delle fonti e acquisiscono diverse modalità di indagine su internet. Innegabili, anche, i progressi sul piano delle competenze digitali, a cui la Scuola sente di dover avvicinare gli studenti in un contesto educativo e di responsabilità personale.

“Impariamo un metodo, collaboriamo e ci divertiamo” spiega Matteo a chi lo avvicina in Fiera. “Così le idee sono più chiare e ricordiamo meglio”, aggiunge Andrea. “Possiamo informarci, approfondire e ci sentiamo più coinvolti”, conclude Martina.

I tradizionali contenuti, imprescindibili per la cultura, non vengono meno, ma diventino quella “pasta” su cui mettere le mani; padroneggiando gli strumenti necessari per rielaborarli e farli propri, i giovani imparano a pensare con autonomia, ad impegnarsi con serietà, a condividere fatiche e successi, diventando, ci auguriamo, come voleva don Bosco, buoni cristiani e onesti cittadini.