Madonna dei campi di Calvenzano

in collaborazione con

Gli studenti del liceo classico del Centro Salesiano don Bosco (coordinati dal prof. Zana) in collaborazione con il FAI della Bassa Bergamasca riprendono le visite culturali all’Oratorio della Beata Vergine Assunta di Calvenzano (Madonna dei Campi).

Si tratta di una costruzione in cotto con un bel portico e facciata del XVI secolo. L’interno è formato da una sola navata con soffitti a volta ed è stato interamente affrescato dal celebre pittore cremasco Tommaso Pombioli nel 1623, con il più completo ciclo sulla vita di Maria che si trovi nella bassa bergamasca

A partire dall’anno scolastico 2014/2015, alcuni alunni del terzo e quarto anno di tutti gli indirizzi del Centro Salesiano Don Bosco di Treviglio (Liceo Classico, Scientifico, Istituto Tecnico Costruzione, Ambiente e Territorio, Istituto Professionale ad indirizzo segretariale), coordinati da alcuni docenti, hanno collaborato per un grande ed ambizioso Laboratorio di ricerca storica e di rilievo geometrico e materico. Oggetto dell’indagine è stato l’Oratorio della Beata Vergine Assunta di Calvenzano, chiesetta comunemente chiamata “Madonna dei Campi”, e lo scopo quello di produrre uno studio organico dell’edificio a partire dai documenti esistenti e dai lavori di ricerca già svolti da altri studiosi e cultori della materia. L’edificio, il cui restauro conservativo è iniziato nel 1983 e si è concluso nel 2000, non era mai stato oggetto di un vero rilievo geometrico e di una seria indagine storico-documentale, né era mai stato strutturato un lavoro organico che organizzasse le risultanze dei precedenti e parziali studi. Il nostro lavoro ha riguardato il rilievo geometrico, strutturale, materico e la restituzione grafica di quanto emerso, l’indagine catastale, l’analisi degli affreschi di Tomaso Pombioli e la loro comparazione con cartoni e disegni di altri artisti a lui coevi, l’indagine storico-archivistica. Per la cura di questo elaborato finale è stato fondamentale sperimentare il 1. Introduzione raccordo con il territorio, con le strutture e gli enti che possiedono, hanno operato ed operano sull’edificio per mantenerlo vivo e in buono stato di salute. La chiesetta, conservata in buono stato grazie all’impegno della locale sezione degli Alpini, in collaborazione con la Parrocchia di Calvenzano, all’avvio del Laboratorio presentava e presenta ancora molte domande a cui rispondere e interessanti misteri da svelare. Tommaso Pombioli, l’artista che ha affrescato le pareti dell’unica navata, ne ha fatto un luogo che, se letto nel suo insieme, è un vero e proprio inno alla figura femminile che, attraverso la narrazione della vita di Maria, emerge come emblema di e per tutte le donne, forte, salda e dignitosa mentre compie il proprio dovere (prima figlia, poi moglie, poi madre) che è anche il destino che le è stato assegnato. E il mondo contadino aveva bisogno di tali donne, un bisogno che Pombioli riesce ad esprimere in modo elegante, quasi in sordina e senza clamori. Come elegante, in sordina e senza clamori ci viene tramandata Maria. Un’opera che inneggia alla supremazia di una donna che rappresenta tutte le donne ci è sembrata di tale attualità che non poteva essere nascosta ai più. Il Laboratorio si è prefisso anche una finalità educativa: potenziare le eccellenze e incanalare abilità che i ragazzi già possiedono ma non possono esprimere, dando loro la possibilità di acquisire competenze che difficilmente potrebbero reperire nell’attività scolastica ordinaria. Gli studenti sono stati guidati nel lavoro dai loro docenti, ma importanti supporti non sono mancati sia dalle restauratrici dello Studio d’Arte Mantegna di Acquanegra sul Chiese, le Dottoresse Annamaria Furlotti e Orietta Bardini, sia dal Dottor Andrea Spiriti, Professore associato di Storia dell’Arte Moderna presso l’Università degli Studi dell’Insubria, sede di Varese, grande esperto di Arte Lombarda, senza contare il fattivo aiuto che è stato prestato dagli Alpini della Sezione locale di Calvenzano, che hanno fornito il supporto sia per i rilievi geometrici sia per le visite guidate. Ora spetta al lettore dare vita all’edificio, sia con la lettura di questo libro sia con una visita alla chiesetta, per verificare in loco e di persona quanto emerso dal lavoro di ricerca.